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MILANO 3 DICEMBRE

È boom degli annunci di lavoro per i profili ICT, ma gli specialisti scarseggiano. Servono più laureati.

Innovazione tecnologica e digitalizzazione vanno ben oltre la creazione di nuove professioni ICT: da un lato accelerano l’obsolescenza di competenze tecnologiche a basso contenuto decisionale o automatizzabili e dall’altro modificano e trasformano le professioni ICT strategiche più consolidate, caratterizzandole per un crescente contenuto di conoscenze e competenze digitali nuove.

La quarta edizione dell’Osservatorio delle Competenze Digitali nella sezione dedicata alle professioni ICT (2018) oltre a monitorare il gap tra fabbisogno e offerta di professioni ICT, approfondisce l’analisi del portafoglio di competenze richieste a queste professioni, proprio per mostrare come la trasformazione digitale stia influenzando l’evoluzione delle skill richieste in tutte le fasi dei processi ICT, dalla pianificazione alla messa in esercizio.

 

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ROMA 5 GIUGNO

Un nuovo perimetro di analisi per un'audience più ampia

La pervasività delle tecnologie in tutti i campi, in tutte le funzioni di un’organizzazione e nella quotidianità dei cittadini, genera una cultura digitale sempre più diffusa. I percorsi di digitalizzazione sono sempre più
fondati su nuove competenze digitali e su un diverso approccio culturale al lavoro a ogni livello e in ogni area organizzativa. La richiesta di nuove competenze digitali si sta di riflesso estendendo progressivamente
dalle professioni specialistiche dell’ICT a tutte le professioni, in uno scenario caratterizzato dalla rapida affermazione di nuovi trend tecnologici, con impatti significativi su strategie e operatività delle attività, sia
che nel pubblico che nel privato.
Per l’edizione 2018, la quarta edizione, l’Osservatorio delle Competenze Digitali vuole offrire evidenze e conoscenze rilevanti sulla crescente pervasività delle competenze digitali nei contesti lavorativi dei più diversi “mestieri”, da quelli tipicamente tecnologici a quelli core di settore, a quelli propri delle funzioni dirigenziali. L’Osservatorio 2018 si rivolge quindi a un pubblico molto più ampio rispetto alle edizioni precedenti, e molto più articolato per interessi, profili e ruoli.

 

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