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Fusacchia: “Intelligenza artificiale non è nicchia digitale, impatto sui diritti fondamentali”
Corrierecomunicazioni.it

Via ai lavori dell’Intergruppo parlamentare sull’intelligenza artificiale battezzato appena qualche giorno fa su iniziativa dei deputati Alessandro Fusacchia (+Europa), Stefano Ceccanti (Pd), Alessandra Carbonaro (M5S) e Luca Carabetta (M5S). Alessandro Fusacchia spiega a Corcom obiettivi e roadmap dell’iniziativa.

Fusacchia, oggi il primo meeting dell’Intergruppo sull’AI. Da cosa si parte?

Partiamo da due questioni cruciali. La prima riguarda l’impatto che l’intelligenza artificiale potrà avere su diritti e libertà fondamentali, perché dobbiamo assicurarci che le decisioni delle istituzioni che riguardano i cittadini siano facilitate e non sostituite dagli algoritmi e restino nelle mani di persone in carne ed ossa. Il progresso tecnologico c’è sempre stato, e questo intergruppo ne è un ‘fan’: ma questo non vuol dire non porsi delle domande nell’era in cui le macchine diventano sempre più capaci di produrre autonomamente altre macchine, ogni volta più intelligenti. Su questo vogliamo capire se la nostra Costituzione, scritta nel dopoguerra in epoca analogica, necessiti o meno di revisioni. La seconda questione riguarda scuola e università. Se prendiamo una bambina che inizia ad andare a scuola oggi, non è neppure immaginabile sapere in che mondo si ritroverà al termine degli studi, tra 15 o 20 anni. Dobbiamo fare in modo che non lo scopra a sorpresa solo allora, e che sia equipaggiata ad affrontare criticamente e con le competenze giuste qualsiasi scenario. Dobbiamo anche far sì che sull’intelligenza artificiale si costruisca un raccordo strategico tra università, ricerca e imprese. Sono temi solo apparentemente di medio periodo. Vanno affrontati con urgenza.

Quanti parlamentari prevedete di portare a bordo?

Siamo partiti con Alessandra Carbonaro, Luca Carabetta e Stefano Ceccanti, abbiamo lanciato un appello agli altri deputati, per il momento hanno aderito in totale una venticinquina di colleghi, di tutti gli schieramenti politici. Vogliamo organizzare dei momenti di confronto con esperti, di sensibilizzazione e formazione per noi stessi e per gli altri parlamentari, proveremo a mettere il tema al centro del dibattito pubblico nei mesi a venire. L’intergruppo può diventare una bella piattaforma aperta.

Esistono all’estero altre iniziative similari? Se sì, quali?

Stiamo approfondendo, e se esistono faremo in modo di aprire dei confronti subito. Nei prossimi mesi ci faremo carico di contattare anche parlamentari di altri Paesi europei per capire se sono interessati a far nascere degli intergruppi gemelli. E certamente ci mobiliteremo con i colleghi che a fine maggio saranno eletti al prossimo Parlamento europeo. Come per il clima o per le migrazioni, anche quella che pone l’intelligenza artificiale è una sfida che possiamo affrontare solo se siamo uniti come europei. Se non la governiamo, non è detto che il futuro sia migliore del presente. Mentre invece può essere una strepitosa occasione di sviluppo economico e costruzione di servizi pubblici di migliore qualità e accessibili a tutti.

Quali sono gli obiettivi concreti che vi siete posti per il 2019?

Lo stabiliremo assieme nel corso delle prime riunioni. La smania di tutti i deputati è fare leggi, leggi, leggi. Ma qui non c’è da fare l’ennesima leggina tanto per mettersi una spilletta al petto. Tanto meno in un Paese che stiamo seppellendo sotto strati e strati di norme. Se già riuscissimo a coinvolgere decine di colleghi e cominciasse a passare il messaggio che l’intelligenza artificiale non è l’ultima nicchia del digitale – o una cosa per addetti ai lavori – sarebbe un grande passo avanti. Organizzeremo seminari di formazione dove portare parlamentari, amministratori locali, innovatori e accademici ad approfondire le questioni più delicate e spinose. E proveremo a costruire anche iniziative pubbliche per facilitare il confronto con scuole, università, imprese, associazioni e terzo settore. Sono allergico ai convegni, quindi mi auguro che proporremo anche format più interattivi e poco statici. Solo a valle di tutto questo, valuteremo se e quali interventi normativi proporre.

Il tema della privacy è strettamente connesso con quello dell’AI? Cosa prevedete in tal senso?

È uno dei temi centrali, delle cui implicazioni ci rendiamo conto, in realtà, ancora molto poco. Pensi all’inviolabilità della posta, che saggiamente i nostri costituenti hanno voluto garantire. Cosa vuol dire in un’epoca in cui c’è già tutta la tecnologia che serve per intrufolarsi nel nostro cellulare sul fondo delle nostre tasche o borse e leggere le nostre comunicazioni? Privacy, raccolta dati, proprietà dei dati, diritto di ogni individuo a venderli. Sono temi enormi. Su cui siamo già in ritardo.

Prossima la scadenza dei mandati di AgCom e Garante della Privacy. Il tema dell’intelligenza artificiale quanto pesa nelle prossime sfide delle due autorità?

Pesa enormemente. E la caratteristica per scegliere chi guiderà AgCom e Garante della Privacy mi pare possa essere la competenza. So che non va tanto di moda, ma per queste nomine affidarsi a pifferai magici o lottizzazioni sarebbe suicida. Aggiungo: è una illusione pensare che la competenza sia neutra, o sia — su questioni come queste — l’applicazione automatica di una conoscenza acquisita in passato. Qui siamo di fronte a temi nuovi, a domande anche etiche nuove, a problemi tutti da capire, a soluzioni da esplorare. Le authority hanno bisogno di persone di grande integrità, capaci di leggere e giudicare ciò che sta accadendo nelle nostre società. Ci serve qualcuno che guidi e prenda decisioni alla luce di cosa potrebbe accadere nei prossimi 10 anni.

Avete avviato una collaborazione con l’Istituto Italiano per la Privacy di Luca Bolognini: quali le iniziative in campo? Prevedete partnership con altre associazioni/istituti?

L’intergruppo è nato anche grazie ad una riflessione con Luca Bolognini, proprio sui temi della privacy e delle libertà fondamentali. Siamo felici che abbia messo il suo tempo a disposizione di questo lavoro, che sarà parlamentare ma che ambisce anche a sviluppare tante iniziative extra-parlamentari. Lavoreremo per strutturare dei partenariati scientifici con tutte le organizzazioni che vorranno aiutarci a ragionare e promuovere riflessioni e iniziative, con le quali potremo anche amplificare i lavori dell’intergruppo.