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D-Avengers, la community al servizio della trasformazione digitale
Fabbricafuturo.it

Orientarsi nel mondo della Digital transformation non è semplice. Ecco perché è meglio rivolgersi agli esperti. Si chiama D-Avengers ed è la community pensata per aiutare le aziende a muoversi nel campo dell’innovazione digitale. Nata dall’iniziativa dell’associazione AICA con la collaborazione scientifica di SDA Bocconi, si propone di offrire a manager, lavoratori e semplici cittadini gli strumenti giusti per confrontarsi con la rivoluzione che è in atto.

Riprendendo i personaggi della Marvel, anche i ‘vendicatori digitali’ hanno caratteristiche e poteri diversi. Della community fanno parte infatti esperti di tecnologia, giovani CIO, responsabili HR e giornalisti. Figure diverse, ma tutte accomunate dalla necessità di governare la trasformazione del loro mestiere determinata dall’avvento della tecnologia.

“Ognuno è un supereroe nel proprio ambito, ma per vincere dobbiamo mettere insieme competenze diverse”. Gloria Gazzano è Presidente di Aica Lombardia. Ha iniziato a lavorare con l’Intelligenza Artificiale (AI) già 40 anni anni fa, rimanendo conquistata da quella che oggi definisce una “singolarità tecnologica e sociale”. Teorizzata sin dai tempi di Alan Turing e oggi abilitata dalla capacità di calcolo, dalla mole di dati disponibili e dalla connettività.

“C’è chi ne è attratto e chi ne è spaventato, ma di certo siamo in un momento di rivoluzione profonda davanti alla quale bisogna attrezzarsi. Chiunque, che sia uno studente, un lavoratore o un semplice cittadino, è immerso in questa trasformazione. E chi ha le competenze giuste ha il dovere di fare awareness affinché questi fenomeni siano conosciuti in modo oggettivo e senza sensazionalismi”.

La community nasce proprio per rispondere a questo bisogno. Così come alle esigenze di tutti gli esperti IT che lavorano all’interno delle aziende. “I tecnologi si trovano a dover cavalcare una rivoluzione complessa, perché multidisciplinare, e spesso sono invece schiacciati in un ruolo puramente tecnico. Occorre, invece, far capire che queste tematiche impattano su tutti i settori: bisogna dare alle aziende strumenti per orientarsi nel mare magnum dell’innovazione”.

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