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UDINE Un progetto per permettere alle aziende di riaprire in sicurezza
Il Gazzettino.it (ed. Nazionale)
 Un progetto per permettere alle aziende di riaprire in sicurezza, ma anche per sviluppare linee guida da adottare nel post emergenza in casa, in fabbrica o in ufficio: insomma, un piano che contribuirà alla strategia per la ripresa del Friuli Venezia Giulia. L'iniziativa Emergenza Covid-19- Proteggiamo chi ci protegge-Fvg futuro in sicurezza, promossa da professionisti e imprenditori, mira a finanziare un programma scientifico basato sulla validazione di un metodo di test sierologici/immunologici affidabile e sulla sua applicazione in scala: l'obiettivo finale è individuare in regione le persone immuni al virus. Nella terza fase, saranno anche studiati nuovi indirizzi di comportamento da usare nei luoghi di lavoro e in tutti i contesti di vita, in base ai diversi profili di rischio della popolazione. «L'idea spiega Antonio Maria Bardelli per il comitato promotore - è di tenere sotto controllo il virus attraverso test da praticare nelle aziende e usare tecniche statistiche per mappare il territorio geograficamente e in base alle categorie di lavoro. In più, ci sarà una importante ricerca per stabilire linee guida di comportamento in un mutato contesto, ad esempio le modalità di convivenza tra nonni e nipoti o quelle per proteggere le persone a rischio». LA SPERANZA È che l'applicazione allargata del test possa non solo consentire una ripresa in sicurezza delle attività produttive, ma anche costituire uno strumento di risposta all'insorgenza di pandemie simili. Per portare avanti il progetto è stata lanciata una raccolta fondi tramite l'associazione Nicopeja onlus (Iban IT 58J 05336 12304 000035734961), che in pochi giorni ha raccolto quasi 28mila euro (tra cui 5mila donati dal centro commerciale Città Fiera). La raccolta, cui possono contribuire aziende e cittadini, servirà a rendere applicabile il test a un numero più alto possibile di individui e le donazioni verranno usate per l'acquisto di kit per i test sul campo e per il reclutamento di personale tecnicosanitario specializzato e attrezzature per fare test sul territorio, comprese attività produttive, servizi e commerciali. L'IDEA DI PARTENZA «Un mese fa circa racconta l'imprenditore - analizzando tutti i problemi in corso ci siamo resi conto che il blocco totale non poteva avere una durata troppo lunga per non distruggere il sistema sociale ed economico. Abbiamo pensato che era indispensabile fin da allora iniziare a capire come poter ripartire, senza arrivare impreparati. Così, mettendo assieme medici, professionisti e imprenditori, abbiamo cercato di capire quali potessero essere i passi per gestire la riapertura nel migliore dei modi. Da qui, è nata la collaborazione con docenti, Azienda Sanitaria e Università di Udine per studiare un piano meditato. Il progetto ha avuto una grande adesione anche da parte delle associazioni di categoria. Adesso, per fortuna, ci stanno pensando anche a livello nazionale, noi siamo stati lungimiranti: in Friuli, già col terremoto del 76, abbiamo capito come rilanciare l'economia sia fondamentale». I PROMOTORI: Il comitato Il Gazzettino.it (ed. Nazionale) organizzatore è composto dagli imprenditori Adriano Luci e Antonio Maria Bardelli, il commercialista Gianattilio Usoni; i presidenti dell'Ucid del Fvg e di Udine, rispettivamente Eleonora Ceschin e Roberto Omenetto; il presidente di Ente Friuli nel Mondo, Loris Basso, e quello di Aica Triveneto Antonio Piva. Nel comitato scientifico figurano Fabio Barbone (docente di Igiene generale e applicata del Burlo Garofalo) e i docenti dell'Università di Udine Francesco Curcio (patologia clinica), Gianluca Tell (biologia molecolare), Carlo Ennio Michele Pucillo (patologia generale), Laura Rizzi (ricercatrice di econometria), Luca Grassetti (ricercatore di statistica economica) nonché Felice Pietro Fanizza (ingegnere/innovation manager).