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CONFINI: intervista a Viola Schiaffonati, filosofa della scienza
glistatigenerali.com
Raccontaci di te: quali sono i campi che, per esperienza di vita o lavorativa ti sono più affini? V.S: Sono una filosofa della scienza e della tecnologia. Studio le questioni filosofiche dell'intelligenza artificiale e della robotica. Lavoro, da umanista, in un dipartimento di ingegneria informatica e in un'università 'tecnica', il Politecnico di Milano. Parlami del concetto di confine nella tua attività. Cosa significa 'confine' nel lavoro che fai? V.S: Tutta la mia ricerca è rivolta a superare i confini fra il sapere umanistico e quello scientifico-tecnologico. Fin dall'inizio del mio percorso ho cercato di uscire dai confini tradizionali della mia disciplina, la filosofia, per entrare in quelli della scienza. La mia ricerca è il tentativo di mettere in pratica l'insegnamento di uno dei miei maestri che diceva che i filosofi della scienza devono uscire dai salotti e andare nei laboratori. Essere un 'filosofo scientifico' è il mio ideale: significa contribuire alla conoscenza sia nella filosofia sia nella scienza, che nel mio caso è rappresentata da intelligenza artificiale, robotica e ingegneria informatica. Nella mia attività accademica anche l'insegnamento è rivolto al superamento dei confini: insegno filosofia a studenti di ingegneria. E nella vita privata quali sono i confini che senti maggiormente visibili? V.S: Nella vita privata sperimento tanti confini, che non sono necessariamente dei limiti. Per esempio, i confini fra la sfera professionale e quella familiare. Questi sono dei confini importanti, positivi perché mi consentono di essere una persona a più dimensioni, ma anche fluidi perché la mia attività di ricerca e di pensiero non si interrompe mai, non è confinata in un tempo e in uno spazio. In questi giorni di 'confino' come è cambiata la tua percezione dei confini? V.S: Riflettendoci sento che la percezione dei confini in questi giorni non è poi cambiata così tanto. I confini del pensiero sono sempre aperti e liberi; forse è il corpo a sentire i confini più forti in questo momento, ma paradossalmente il confino mi spinge a pensarli più di quanto faccia solitamente. Questi confini del corpo si sono riorganizzati in fretta dentro il confino della propria abitazione che per me rappresenta un guscio protettivo, ma anche aperto sul mondo. Nella casa svolgo tante attività che hanno senso nell'interno (cucinare, giocare, pulire, leggere...) e tante che si proiettano verso l'esterno (lavorare, insegnare, comunicare, ...). Paradossalmente questa crisi mi ha messo in comunicazione con tanti amici lontani che non sentivo da anni. D'altro lato, alcuni confini che prima mi tenevano al riparo, per esempio da un flusso continuo ed incessante di informazioni, sono saltati e questo mi fa sentire un po' schiacciata. Come pensi che cambieranno le nostre vite dopo questa esperienza? Quali saranno i nostri nuovi confini? V.S: Non lo so proprio. Spero solo che i nostri nuovi confini non siano quelli posti dai falsi dilemmi che in questi giorni vedo venire prepotentemente alla luce, come per esempio quello per cui dovremmo scegliere fra salute o privacy nel dibattito sul digital contact tracing come misura per il contenimento dell'epidemia. Quando la salute viene dipinta come un bene collettivo, mentre la privacy come un bene individuale, sembriamo destinati a dover scegliere per forza la prima, mettendo il bene collettivo prima di tutto. Questo falso dilemma tralascia di mettere in luce che anche la privacy è un bene collettivo, che consente la nostra autonomia e sta alla base della diversità delle nostre relazioni. Viola Schiaffonati è professore associato di Logica e Filosofia della Scienza presso il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, dove insegna Computer Ethics e Philosophical Issues of Computer Science. I suoi principali interessi di ricerca comprendono: le questioni filosofiche dell'intelligenza artificiale e della robotica, l'epistemologia e la metodologia degli esperimenti nell'ingegneria informatica e nella robotica, l'analisi delle problematiche etiche dei sistemi autonomi e intelligenti. Viola Schiaffonati ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Filosofia della Scienza presso l'Università degli Studi di Genova e il titolo di dottore in Filosofia presso l'Università degli Studi di Milano. È stata visiting scholar presso il Dipartimento di Filosofia della University of California at Berkeley e visiting researcher presso il Suppes Center for the Interdisciplinary Study of Science and Technology della Stanford University.