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STORIA DELL'INFORMATICA
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Elaborazione Dati

L’elaborazione automatica dei dati è un’applicazione diversa e complementare al calcolo scientifico e ingegneristico. Essa infatti si applica a informazioni non solo numeriche, quali possono essere la produzione di una guida telefonica ordinata per nome, la gestione delle paghe, quella dei magazzini o altre attività amministrative. Si tratta quindi di elaborazioni non molto complesse (almeno nei primi 60 anni dalla sua invenzione) eseguite però su enormi quantità di dati. 

L’elaborazione automatica dei dati iniziò con l’invenzione delle macchine a schede perforate da parte dell’americano Herman Hollerith alla fine del XIX secolo, applicate inizialmente alle statistiche dei censimenti nazionali, poi a molti altri settori commerciali, industriali e amministrativi. Fino all’invenzione del calcolatore elettronico, il ‘centro meccanografico’ era il cervello delle grandi aziende pubbliche e private, delle agenzie statali, dei ministeri e delle forze armate. Tutti i dati erano registrati su milioni o miliardi di schede di cartoncino in forma di perforazioni. Dagli anni ’60 del Novecento i centri di elaborazione sostituirono progressivamente le macchine elettromeccaniche con i calcolatori elettronici, ma Le schede perforate sopravvissero alla rivoluzione elettronica come supporto principale per le informazioni e solo lentamente furono sostituite dai nastri e dischi magnetici.

In questa sezione saranno raccolte le storie dell’elaborazione dati meccanografica e elettronica nel nostro paese. 

 

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